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    August 29

    Le favole di Gerson: il quadro della discordia (I)

    In una modesta, spoglia e cupa abitazione, viveva una famiglia seriosa, taciturna e accigliata composta da:
    - un'anziana e scorbutica donna, che amava ornarsi di un grigio boa di piume di struzzo.
    - suo marito, indisponente e fallimentare affarista.
    - le due figlie, irremovibili e impassibili bigotte e apparentemente prive di femminilità e passionalità.
    Il clima era pesante, le liti frequenti. I battibecchi finivano sempre nella penombra del salone, un'oscura stanza al cui fondo si stagliava un lucente e colorito Picasso. Curiosamente, quando le urla cessavano, i contendenti buttavano un occhio malevolo a quel quadro. Stravagante, non certo munito della perfezione classica tanto cara a quei conservatori, ma pur sempre un originalissimo Picasso.
    Una sera più buia delle altre, i quattro personaggi si ritrovarono tutti insieme, disposti in riga, in quel salone. Tutti di fronte all'esuberante e provocatore Picasso.
    "Questo quadro stona, mi infastidisce, via!", disse squarciando il silenzio il marito.
    "E' troppo bello per stare qui, non voglio più vederlo!", ribattè una delle figlie.
    L'anziana donna, che quel quadro lo aveva acquistato, e l'altra figlia, che quel Picasso lo aveva amato da piccola, deviarono gli sguardi altrove come per "disinteressarsi affermativamente".
    Il vivissimo e prezioso Picasso fu prima staccato grezzamente dal muro, poi appoggiato malamente a terra nel ripostiglio ed infine incartato e riposto in cantina in mezzo alle cianfrusaglie.
    Improvvisamente, la depressa famiglia tornò a sorridere, a compiacersi ogniqualvolta passava dinanzi a quel muro scrostato non più oppresso dal quadro, a godere della vista armonica di un arredamento domestico finalmente, omogeneamente, grigio. Poltrone di un marrone invecchiato, tende ingiallite e muri scalcinati e macchiati immersi in una funebre penombra che rendeva tutti felici e a proprio agio.
     
    "Truth is behind the words"
    August 28

    Una estate di criptiche cure (I)

    Sei iniezioni di antidolorifici. In attesa che lo studioso trovi una cura definitiva, è piacevole l’adrenalina che ti danno certi farmaci. Ti esaltano per quelle poche ore, o pochi giorni, per poi sbatterti nuovamente giù. A volte più, a volte meno di prima. Sono delle droghe. Temo (o spero) che anche a Genova dovrò continuare queste cure provvisorie. Intanto, la ricerca scientifica andrà avanti…

    August 27

    Il nuovo, polemico, blog di Gerson

    Un saluto a tutto il popolo di Msn da Gerson. Poche parole per chiarire le linee-guida di questo blog. Tale blog nasce più come rassegna fotografica che come raccolta di pensieri. Rimane infatti attivo per questo anche il vecchio caro http://gerson.ilblog.it. Ma di sicuro troverete qualche scritto anche qui. Avvertimento: non leggerete mai frasi fatte, testi di canzone e simili. Bando alla banalità, solo roba originale partorita da me, pur se poco intelligente o poco interessante. Fatti, avvenimenti e pensieri che riguardano Gerson: nulla di più.